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La lista "Di Pietro Italia dei Valori" mi ha offerto la possibilità di esprimere e porre all'attenzione dei cittadini quanto da anni sostengo e promuovo. In particolare: un’Europa politica, un'Europa dei diritti, un’Europa dei cittadini che sappia fronteggiare il saccheggio dei beni comuni e delle casse dello Stato, che sappia reagire ai dissennati processi di privatizzazione e depauperamento dei beni di appartenenza collettiva che antepongono il profitto alla legalità ed al perseguimento degli interessi generali.
L’Europa delle burocrazie e dei mercanti ha trasformato il cittadino in mero cliente-consumatore, semplice destinatario di provvedimenti calati dall'alto: è ora di reagire!
Il ruolo del Parlamento in una Europa politica e federale
1) Il Parlamento europeo, unico organo di rappresentanza diretta dei cittadini, dovrà lottare per conquistare un ruolo centrale ed autorevole, per avere maggiore dignità rispetto allo strapotere dei governi e fronteggiare interessi particolari di lobbies e multinazionali, sempre più spesso in grado di determinare le politiche sovranazionali; è inaccettabile che il principio della separazione dei poteri, quale principio fondante dello Stato di diritto, sia sempre più spesso oltraggiato e calpestato.
2) Per un'Europa politica che sappia esprimere un’univoca politica estera; che sappia reagire alle limitazioni di sovranità imposte dalle forze della Nato, che, con la sempre più frequente installazione di basi, militarizzano parti del territorio, in contrasto con i principi costituzionali.
3) Per un Parlamento europeo che sappia creare i presupposti per la configurazione di uno spazio pubblico europeo, di un luogo reale di dialettica e confronto, dove le proposte e le esigenze di comitati e associazioni siano realmente ascoltate e trasformate in politica, nel quale, nel rispetto dei principi del pluralismo, siano effettivamente garantiti il diritto di informazione ed il diritto di partecipazione.
Beni comuni, beni pubblici, acqua, rifiuti
4) I beni comuni, i beni di appartenenza collettiva (naturali, culturali ed economici), i beni pubblici strategici, diventano sempre più ostaggio della furia delle privatizzazioni. Il riformismo bipartisan degli ultimi vent'anni, ispirato dalla idolatria del mercato, ha tradito il grande progetto di un'Europa federale, innanzitutto politica e sociale, espressione dei valori di solidarietà ed eguaglianza.
5) Per un Parlamento europeo che abbia il coraggio finalmente di dare giuridicità alla nozione di bene comune e di proteggere tali beni come beni di appartenenza collettiva, nella tutela dei diritti delle generazioni future.
6) Per un Parlamento europeo che contribuisca ad attribuire alle istituzioni pubbliche un ruolo primario nel governo e nella gestione di beni e servizi pubblici.
7) Il diritto all'acqua va definitivamente affermato, senza ipocrisie, come diritto fondamentale della persona. Il Parlamento europeo deve assumersi la responsabilità d'imporre ai singoli Stati membri il principio della proprietà e della gestione pubblica del servizio idrico, escludendo qualsivoglia forma societaria anche a capitale totalmente pubblico. Va ribadito che il servizio idrico è servizio locale privo di rilevanza economica. e deve essere gestito anche attraverso la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori, come sta dimostrando la recente esperienza di Parigi.
8) E’ assolutamente necessaria in ambito europeo la determinazione di una politica dei rifiuti basata sul principio e sulle pratiche “rifiuti zero" ed una politica energetica fondata sulle fonti realmente rinnovabili. Bisogna definitivamente uscire dalla logica perversa degli inceneritori e degli incentivi finanziari "CIP 6" che in tutt’Europa finanziano energie rinnovabili e tecniche virtuose, mentre soltanto in Italia costringono i cittadini, attraverso il pagamento delle bollette, a finanziare tecniche inquinanti e non rinnovabili. Gli inceneritori rappresentano la tecnica di smaltimento con i più alti costi di costruzione ed esercizio degli impianti, con il minor impiego di manodopera, con il più elevato impatto ambientale-sanitario, con il maggior spreco di materiali riutilizzabili. Tutto ciò richiede politiche pubbliche in grado d'imporre il percorso della riduzione, del riuso, della raccolta differenziata e del riciclaggio, tali da mettere in moto la coscienza civile dei cittadini e presupporre investimenti occupazionali nella piccola impresa.
Rifiuti tossici, illegalità e criminalità organizzata
9) Il Capitale finanziario del Nord si è spostato da un sistema industriale che aveva assunto grande importanza nel cuore dell’Europa ad un sistema di sfruttamento parassitario realizzato attraverso l’imposizione ai governi italiani del provvedimento noto con il nome di CIP/6. Con l’adozione del CIP/6, questo nuovo blocco sociale che sigilla l’alleanza di gruppi forti del Nord con il potere camorristico e mafioso riesce a trasformare le terre del Mezzogiorno d’Italia in una immensa pattumiera dove vengono scaricati tutti i rifiuti tossici del Nord. Ciò determina un immenso risparmio del trattamento dei rifiuti tossici che vengono trasportati tal quali e in modo brigantesco mediante traffici illeciti negli orti irrigui della Campania Felix, stravolgendo la comunità agricola meridionale.
In questo modo quella che era l’Italia del miracolo economico, l’Italia civile che vedeva la sua ricchezza in una grande attività nel triangolo industriale del Nord Italia che accoglieva la forza lavoro di vaste regioni e di una agricoltura ricchissima e variegata, orgoglio delle province meridionali, viene stravolta. Tutto questo ordinato sviluppo, tutto questo equilibrio è stato sostituito nel Nord da un capitale finanziario divenuto parassitario, che fonda le sue fortune sullo sfruttamento del nuovo sistema: alta finanza-potere camorristico mafioso.
Politiche pubbliche, diritti fondamentali e finanza etica
10) L'azione politico-normativa del Parlamento europeo dovrà tendere a riconquistare sfere giuridiche, illegittimamente occupate dal “mercato”, al fine di costruire un modello europeo capace, attraverso idonee politiche pubbliche, di garantire le libertà a tutti e ad eguali condizioni; di tutelare i deboli e gli ultimi.
11) Mi impegno per un Parlamento europeo che dia effettive garanzie agli invisibili, a tutte quelle persone alle quali lo status di cittadino è formalmente o sostanzialmente negato, secondo l’ipocrita logica delle due democrazie: quella formale e quella sostanziale.
12) Mi impegno per un Parlamento europeo che sappia reagire alle politiche pubbliche che hanno progressivamente determinato un mercato del lavoro insicuro che mortifica i giovani, i precari, le donne, le madri e i pensionati. In questo senso auspico che si riparta proprio dai principi economico-sociali contenuti nella nostra Costituzione.
13) Mi impegno per un Parlamento europeo in grado di dettare indirizzi prescrittivi tali da evitare la volgare commercializzazione e privatizzazione dei beni culturali, che, con politiche miopi, ne determina la perdita del loro valore di patrimonio dell'umanità e di testimonianza di civiltà.
14) Mi impegno per un Parlamento europeo che sappia esprimere una politica di governo e gestione del territorio tale da garantire il diritto alla casa e un'edilizia pubblica e privata più sicura ed ecocompatibile.
15) Voglio un Parlamento europeo in grado di affermare il diritto alla salute come diritto fondamentale della persona, anche per gli stranieri “irregolari” e denunciare il ripiegamento autoritario, razzista e liberticida, che, con politiche sempre più odiose contro i migranti, sta minando le basi della coesistenza civile e svuotando dall’interno le garanzie costituzionali.
16) Mi impegno per un Parlamento europeo che sia fino in fondo consapevole dell'assoluta importanza del ruolo da assegnare alla scuola pubblica e alla ricerca pubblica, poste, senza risorse finanziarie, alla mercè del mercato e degli interessi di natura privatistica.
17) Per un Parlamento europeo che, oltre a garantire un serio controllo sul sistema bancario-finanziario, sappia incentivare una politica finanziaria orientata ai principi della finanza etica, che ruoti intorno a strumenti innovativi, democratici e partecipati quali il microcredito, garantendo a tutti il diritto all'accesso al credito.
Riarmo della pubblica amministrazione, impresa e legalità
18) L'attuazione di tali politiche richiede l'autonomia della pubblica amministrazione rispetto all'ingerenza dei partiti; richiede una pubblica amministrazione che sia servente al perseguimento degli interessi generali e non a singoli esponenti politici.
19) Occorre riaffermare un sistema di controlli pubblici più incisivo di quello attuale; un sistema delle concessioni che non alimenti l’irresponsabilità, l'intermediazione finanziaria, la corruzione ed il saccheggio dell'erario pubblico.
20) Occorre una pubblica amministrazione che sappia garantire la legalità per consentire una sana concorrenza tra le imprese evitando la fuoriuscita dal mercato di aziende virtuose ma non competitive rispetto a chi, violando gli obblighi di legge (lavoro in nero, evasione), può praticare condizioni di mercato più vantaggiose. E’ necessario garantire la legalità per consentire l'insediamento di attività imprenditoriali sul territorio, disincentivate oggi dalla presenza della criminalità organizzata.
Porterò in Europa queste idee. Darò voce, con passione e competenza, a tematiche, istanze e bisogni sempre più spesso dimenticati ed accantonati.
Tutto ciò però impone una inversione di rotta, un forte senso dello Stato, un'azione del Parlamento europeo che sappia trovare il proprio fondamento nei principi delle Costituzioni democratico-sociali, in quei principi che devono continuare a conservare il loro carattere prescrittivo-normativo.
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